Araldica - Sfragistica (studio dei sigilli)

Famiglie Nobili delle Venezie
di Quadrio Italo (a cura di)

Voluto dalle Associazioni Nobiliari Regionali Veneta, Trentina e per la Venezia Giulia, facenti parte, unitamente ad altre 11 Associazioni Nobiliari Regionali, del Corpo della Nobiltà Italiana, è uscito recentemente per i tipi dell’editore Gaspari di Udine, lo splendido volume Famiglie Nobili delle Venezie, a cura di Italo Quadrio, Cancelliere dell’Associazione Nobiliare Regionale Veneta, in edizione speciale tirata in 799 copie numerate.
La pubblicazione comprende 870 famiglie di origine veneta, friulana, giuliana, istriana, dalmata, trentina e sud tirolese che negli Elenchi Ufficiali Nobiliari Italiani del 1922 e del 1933, con il supplemento per gli anni 1934-1936, e nell’Elenco Storico della Nobiltà Italiana edito nel 1960 dal Sovrano Militare Ordine di Malta, sono designate con l’abbreviazione “Ven.” (Elenco Veneto).
Figurano altresì le famiglie che hanno ottenuto da parte di S.M. Umberto II un provvedimento nobiliare, adottato o perfezionato successivamente al 31 dicembre 1947, che sia stato comunicato dal Segretario di Sua Maestà per l’Araldica all’Ufficio di Presidenza del Consiglio Araldico Nazionale e annotato nei registri del Corpo della Nobiltà Italiana e le famiglie che hanno conseguito un riconoscimento nobiliare, in via di giustizia, da parte del Corpo della Nobiltà Italiana, dopo la sua costituzione che risale al 1957.
Ogni famiglia è individuata, in ordine alfabetico, dal cognome, dalla riproduzione dello stemma in bianco e nero, con i previsti segni convenzionali indicanti gli smalti, dalla blasonatura, dai titoli e trattamenti nobiliari a cui i componenti di ogni famiglia hanno diritto e dallo stato personale, con l’indicazione del nome proprio della persona, il nome del padre, il nome dell’avo paterno e, fra parentesi, l’anno di nascita.

Il testo riporta, anche, l’elenco delle Famiglie Patrizie Venete non residenti nella Repubblica di Venezia nel 1797, l’elenco dei Vescovi delle Venezie, titolati, riconosciuti dalla Consulta Araldica del Regno d’Italia, l’elenco delle 401 Famiglie Nobili delle Venezie comprese in uno degli Elenchi Ufficiali del 1898, 1922 e 1933, che figurano ora estinte, l’elenco dei membri della Associazione Nobiliare Regionale Veneta, appartenenti a famiglie non originarie delle Venezie, oltre ai Componenti la Commissione Araldico Genealogica Veneta, la Commissione Araldico Genealogica Trentina e la Commissione Araldico Genealogica per la Venezia Giulia, Istria e Dalmazia.

Il libro, dopo la Prefazione di Doimo Frangipane di Strassoldo e Soffumbergo, presidente dell’Associazione Nobiliare Regionale Veneta, riporta un interessantissimo ed esaustivo Cenno storico sulla nobiltà del Veneto a cura del prof. Marino Zorzi, direttore della Biblioteca Nazionale Marciana, Venezia, e membro della Commissione Araldico-Genealogica Veneta.

Apprendiamo così che la nobiltà del Veneto è un corpus di formazione composita. Ne fanno parte anzitutto le case di origine feudale, le più antiche e illustri derivanti da investiture anteriori al Mille (dei Carolingi, dei Re italici, degli Ottoni), molte altre posteriori, create da sovrani del Sacro Romano Impero (includente il Regno d’Italia), ovvero da principi ecclesiastici, come il Patriarca d’Aquileia, o laici come la Repubblica Veneta. Concorrono poi a formarla i nobili creati da vari sovrani e principi senza che al titolo corrispondesse un potere effettivo; è il caso dei comites palatini, cui spettavano solo mansioni e preminenze onorifiche. Frequenti già nel Quattrocento, tali attribuzioni di titoli si moltiplicarono nel Sei-Settecento. Le città e i borghi più importanti erano retti da un Consiglio, cui venne in tempi diversi riconosciuto un carattere nobiliare: vi è quindi una nobiltà cittadina, a sua volta di varia origine e composizione. Dopo la caduta della Repubblica, nel 1797, le varie dominazioni succedutesi e infine il Regno d’Italia hanno creato a loro volta famiglie nobili.

Per i titolari del Patriziato Veneto, invece, uno dei fondamenti basilari era l’uguaglianza assoluta di tutti i membri, anche se, di fatto, le differenze, nell’ambito della classe patrizia, erano enormi. Ne consegue che ognuno poteva, almeno in linea teorica, diventare doge, procuratore di San Marco, savio del Collegio e il voto di un patrizio povero valeva quanto quello del più autorevole senatore. Riflesso di questo principio, o mito, dell’uguaglianza patrizia era il titolo riconosciuto ai patrizi, senza alcuna distinzione: quello di Nobilis Vir, Nobilis Homo, Nobiluomo.

In tutto il dominio della Repubblica tale titolo, abbreviato in N.U., N.H. (N.D. per le donne), spettava solo a loro; esso designava le persone cui era riservato il potere politico.

Da ciò il grande valore di quel titolo; esso abilitava alla partecipazione ai consigli sovrani, che amministravano la città e insieme l’intero Stato. Chi lo portava recava in sé una porzione di quella sovranità di cui ogni patrizio era partecipe, assieme agli altri membri del suo ceto.

Il volume riporta poi la rappresentazione araldica e la blasonatura dei 21 stemmi presenti nella grande arma di dominio e di pretensione della Serenissima Repubblica di Venezia, stesa dall’araldista Giorgio Aldrighetti, socio corrispondente dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano; sempre all’Aldrighetti è stato affidato, altresì, il non facile compito della revisione critica delle 870 blasonature degli stemmi gentilizi presenti nel testo.

Sono stati così riscontrati e, di conseguenza, corretti dall’Aldrighetti, numerosi errori presenti nelle descrizioni araldiche e questo ha provocato qualche risentito commento di chi, magari da secoli anche se in modo sbagliato, era abituato a blasonare il proprio stemma in un certo modo.

Italo Quadrio, con la precisione e la competenza che lo contraddistinguono, ha curato le note illustrative e metodologiche, in collaborazione con il prof. Leopoldo Mazzarolli, ordinario di diritto amministrativo all’Università di Padova e membro della Commissione Araldico-Genealogica Veneta, per consentire al lettore una migliore comprensione dei dati pubblicati, presentando, tra l’altro, delle ineccepibili fonti normative e di cognizione.

In definitiva il Corpo della Nobiltà Italiana, l’Associazione Nobiliare Regionale Veneta, l’Associazione Nobiliare Trentina e l’Associazione Nobiliare per la Venezia Giulia possono andar fiere di quest’opera, che vede la luce grazie sopratutto alla tenacia ed alle fatiche in primis del proprio Cancelliere Italo Quadrio e del figlio Andrea, come giustamente riconosce nella Prefazione Doimo Frangipane.

Grazie a Loro disponiamo ora di una singolare “storia del Triveneto”, attraverso i titoli nobiliari nel tempo conferiti alle famiglie che vi abitavano e che, per il ruolo che ricoprivano, ne hanno determinato le più importanti vicende storiche

 
  | Editore: Gaspari editore, Udine Anno: 2001 |
Circolo Vittoriese di Ricerche Storiche - cf 93001500268
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