Storia dell'Arte: generale

L'arte cenedese dal Neoclassicismo al Romanticismo
di MIES Giorgio

Giorgio Mies ci consegna una relazione su L'arte nel cenedese dal Neoclassicismo al Romanticismo (pp. 135-153).
In ogni Convegno del Circolo Mies propone un nuovo tassello di una ricerca cronologica sull'arte nel territorio cenedese. Stavolta tocca al Neoclassicismo, che ispira – sulla spinta dei francesi – le corde degli artisti locali, poi al Romanticismo, cultura che cercò di reagire alla troppo astratta bellezza neoclassicista cercando la continuità tra arte e storia. Siamo negli anni in cui essere romantici e lottare per gli ideali risorgimentali suonano sinonimi. Alla fine del periodo di cui si occupa il nostro Convegno si manifesterà una nuova stagione artistica che andrà sotto il nome di Realismo.
Mies ci introduce al mondo dei principali artisti che hanno onorato il Neoclassicismo nel nostro territorio, il pittore Pietro Antonio Novelli, ad es., autore della pala con l'Assunta posta a decorare l'altare maggiore della Cattedrale di Ceneda; Giovanni Carlo Bevilacqua, con opere a Vittorio Veneto in collezioni private, di una Immacolata Concezione dipinta per l'oratorio dei Porcia a Gaiarine del 1826 e di moltissimi altri lavori, alcuni purtroppo perduti, nella Sinistra Piave.
Un altro pittore, Giovanni Battista Canal (1745-1826), lavorò nel Duomo di Serravalle e in alcuni palazzi nobiliari, mentre nello stesso periodo operava un artista bellunese Giovanni De Min, un “canoviano” capace da scultore di esprimere elementi originali nei suoi lavori e da pittore di realizzare opere di grande freschezza inventiva. Se le scene mitologiche affrescate da De Min nel Palazzo Lucheschi di Serravalle ed altri suoi consimili lavori costituiscono un capitolo particolarmente significativo del Neoclassicismo nell'Alto Trevigiano, il grande ciclo pittorico realizzato dallo stesso De Min tra 1841 e 1844 per decorare il Palazzo Municipale di Ceneda (ora sede del Museo della Battaglia) ci porta ad episodi medievali e segna il passaggio al Romanticismo, adombrando un embrione di idee di indipendenza dall'Austria.
Troverete una accuratissima descrizione di questo lavoro, una “sorprendente pagina di storia scritta da De Min” e memorabile, a quel che si sa, fu la giornata del 3 marzo 1856 quando i cenedesi festeggiarono il settantenne artista tanto amato in città.
Aiutante di De Min, si fece notare poi Paolo Pajetta (Serravalle 1809-1879) autore di pregevoli lavori e padre del più noto Pietro (1845-1911). Vanno poi ricordati il pittore Vincenzo Dal Favero e gli scultori Antonio Bianchi e Luigi Borro, ma è difficile parlare di opere d'arte che meriterebbero di essere mostrate e descritte: Mies soddisfa assai meglio di me questa necessità nel suo saggio.

 
| Pagine: 123-141 | | Editore: De Bastiani editore Anno: C2010-007 |
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