Economia

Ceneda 1807-1808: arti e commercio in periodo napoleonico
di PIZZOL Carla

Il contributo di Carla Pizzol è una relazione su Ceneda 1807-1808: arti e commercio in periodo napoleonico (pp. 115-134).
L'autrice ha studiato gli schedari dei cenedesi che furono sottoposti a tassazione per finanziare le spese militari di Napoleone. La tassa sulle professioni liberali è del 1806, quella sulle arti e commerci dell'anno seguente. Questo materiale d'archivio, apparentemente grigio e burocratico, consente, come scrive Carla Pizzol di “scattare una foto”, e conoscere nomi e numeri di quei cenedesi, dichiaratamente non famosi, che erano comunque i pilastri della società dell'epoca, sensali, artigiani, industriali, imprenditori, capomastri, commercianti delle mercanzie più diverse, falegnami, fabbri, sarti, calzolai, parrucchieri, macellai, verdurai, droghieri, pizzicagnoli, fornai ma anche esercenti, diremmo oggi, quali, caffettieri, osti e bettolieri.
Erano stati tutti iscritti a ruolo in diverse classi censuarie, a partire dai lavori considerati più redditizi, quelli connessi con la produzione della seta, della lana, gli orefici e i periti da muro, cioè i capomastri; un buon livello fiscale era accreditato ai fabbricanti di carta da scrivere, ai conciatori, ai tessitori, ai tintori.
Curiosità varie vengono soddisfate dalla lettura delle tabelle predisposte che consentono di seguire le liste sia dal punto di vista degli esattori del fisco napoleonico, ma anche, in ordine alfabetico, il che consente di risalire dai cognomi alle attività famigliari e alla loro precisa ubicazione nella città.
Vediamo che c'erano i fabbricatori di carrozze e di conseguenza i fabbricatori di selle, briglie e finimenti per cavalli; poi i fabbricatori di paste dolci, i caffettieri e i proprietari di bigliardi venali, che gestivano qualcosa di simile a sale giochi.
Per far luce servivano i fabbricatori di candelle di sevo a stampo; per tenersi su c'erano i rivenditori di rosolj e acquavite.
Le ditte lavoravano da quaranta, cinquant'anni, ma l'onore dell'anzianità spetta al calzolaio Simon Secondo che ha esercitato per ben sessant'anni fino al 1807. Sappiamo che è morto il 3 ottobre 1809 a 90 anni, un'età davvero rispettabile per quei tempi. Nascono anche attività nuove, legate ai tempi nuovi: quella ad es. dei ricevitori della diretta comunale (esattori) e gli intraprenditori d'appalto col governo. Il 72% degli operatori economici sapeva firmare con il proprio nome, solo il restante 28% trovava un garante, tasso di analfabetismo, come si vede, piuttosto basso. Chi si occuperà in futuro della vita sociale della Ceneda dei primi dell'Ottocento non potrà non servirsi di questo documentato studio.

 
| Pagine: 103-122 | | Editore: De Bastiani editore Anno: C2010-006 |
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