Storia, sociologia ed economia dei trasporti

Il tracciato della ''A 27''
di POSOCCO Franco

Franco Posocco si è occupato con la consueta competenza di un tema complesso, dibattuto e strettamente contemporaneo.
Il titolo del suo contributo è chiarissimo: Il tracciato della “A 27” (pp. 227-242). È un saggio che analizza la lontana idea, che risale agli anni ’30 del secolo scorso, di un collegamento internazionale tra Italia e Germania, quando le due dit-tature nutrivano comuni intenti politici e commerciali.
La guerra mise fine al progetto che venne ripreso nel 1956 quando vede la luce la SADA (Società Autostrada D’Alemagna) che avrebbe dovuto finanziarsi at-traverso i contributi della Esso Standard e della Shell in parallelo ad un oleodotto che avrebbe portato petrolio in Germania da Porto Marghera, lungo la Valle del Piave. Sembrava cosa fatta ma ci furono difficoltà interne (Bolzano) e internaziona-li (Austria) e fu tutto accantonato.
Si dovette arrivare al progetto dell’IRI del 1966, il cosiddetto Primo stralcio che doveva condurre da Venezia a Conegliano e quindi a Vittorio Veneto.
Le maggiori difficoltà si ebbero col Secondo stralcio che condussero all’attuale tratta Vittorio Veneto-Pian di Vedoia.
In realtà per ragioni politiche non fu dato corso a nessuna delle varianti possibili che immaginavano di raggiungere Auronzo con possibile traforo per Lienz, op-pure raggiungere Cortina lungo la valle del Boite, o ancora un traforo sotto le Do-lomiti (Calalzo Val D’Oten) in modo da sbucare in Val di Landro poco prima di Dobbiaco e agganciare la statale della Pusteria. Il compromesso fu più modesto.
Ancor oggi si discute se continuare la “A 27” lungo l’itinerario che da Pian di Vedoia passando per Perarolo risale la valle del Piave fino a Lorenzago per prose-guire in tunnel sotto il Passo della Mauria e percorsa la Carnia, raggiungere Tol-mezzo raccordandosi con la “A 3”. Ma anche questo sarebbe un compromesso. Ben altra era l’ambizione della Autostrada di Alemagna, immaginata come Venezia-Monaco, per congiungere cioè l’Adriatico con la Baviera, ma un tale percorso è stato cancellato dalla storia dei trasporti: esso infatti non risulta neppure più compreso nei cosiddetti corridoi plurimodali contemplati dalla rete europea degli itinerari internazionali finanziati dall’Unione.
Chissà se qualcuno riprenderà l’idea.
Intanto – sottolinea Posocco – l’autostrada esistente deve essere utilizzata adeguatamente in modo che possa mantenere quel carattere di itinerario gradevole nel verde di campagna, collina e montagna che si stende tra Venezia e le Dolomiti, come si conviene ad una strada Regia.

 
| Pagine: 227-242 |   Anno: C2008-017 |
Circolo Vittoriese di Ricerche Storiche - cf 93001500268
31029 - Vittorio Veneto (TV) - www.circolovittoriese.it