Belluno - Cadore

Theca Vehit Angelis. Per una mappatura geografica e cronologica dei percorsi di santi e reliquie lungo la via del Piave e in Val Belluna tra tardo antico e alto medioevo
di PERALE Marco

Relazione presentata al Convegno la foto rappresenta una fibula rinvenuta nei pressi di La Valle Agordina (VI-VII secolo d.C.)
Sulle strade del Medioevo, partendo dalle terribili vicende dell’età tardoantica ci conduce Marco Perale con il suo studio(pp. 45-56). Anche il percorso di reliquie, reliquiari e pietà popolari di ogni sorta ci aiuta a verificare la persistenza della mobilità sociale, cultuale e culturale in un’epoca molto difficile. Prendiamo atto così del persistere iniziale del cosiddetto cuneo bizantino nell’area Trevigiano-Bellunese, fino ai primi decenni della occupazione longobarda, nel tentativo di separare il ducato longobardo del Friuli da quelli di Trento e Verona, con esiti sulle presenze dei culti dei santi, fino alle diverse linee di cristianizzazione, che corrispondono ad altrettanto diversi itinerari per la Val Belluna, il Cadore e la Valle di Zoldo.
Santi cenedesi come Tiziano e Odorico si affacciano così nel Cadore testimoniando gli intercambi cultuali e culturali tra le due aree; Gottardo, Osvaldo e Floriano arrivano in Cadore da Oderzo e da Lorch. San Lucano arriva da Nord ad Au-ronzo scendendo da Sabina/Bressanone.
San Vito si ferma a Cibiana in età sassone; San Liberale ci arriva da Treviso.
Tutte tracce, profonde e durature, importanti e decisive quasi come quelle della toponomastica a farci udire echi ancora in grado di risuonare forti, chiari e suggestivi ancora oggi.

 
| Pagine: 45-56 |   Anno: C2008-006 |
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