Numismatica - Medaglistica

La circolazione monetale in eta' romana nel bellunese e in Cadore
di MARCER Jacopo

Jacopo Marcer ha intitolato il suo intervento La circolazione monetale in età romana nel bellunese e in Cadore (pp. 39-43) facendoci fare un ulteriore passo in avanti nel nostro percorso di scambio Sud-Nord in epoca storica tra I secolo a.C. e IV secolo d.C.
La circolazione monetale è un tipico indice dei movimenti e degli spostamenti delle persone legati a relazioni di natura economica e commerciale ma non solo: un esempio frequente di rinvenimenti monetari è quello da corredo funebre che denota la precisa volontà di deporre nelle tombe monete logore e in circolazione da molto tempo, fuori corso diremmo noi con termine attuale. Altra circostanza tipica dei ritrovamenti monetari è quella dei tesoretti, come nel caso di Codissago di Castellavazzo con i 21 bronzi dai Flavi ad Antonino Pio venuti alla luce in un contenitore di terracotta nel 1948. Si tratta di un tesoretto molto povero dal valore intrinseco modesto, tipico delle transazioni quotidiane.
Sulla base della mappa complessiva dei ritrovamenti, tuttora caratterizzata da una complessiva incoerenza, comprendiamo però che l’area Bellunese, e quindi i traffici su di essa gravitanti da Sud a Nord compresa la relativa circolazione monetaria, denotano una periferizzazione e una marginalizzazione dell’area nella stessa X Regio. I percorsi commerciali e monetari si svolgevano di preferenza lungo i varchi tipici che aggiravano quel bacino d’utenza sia nelle tratte Est-Ovest (dal Friuli cioè, da dove passavano anche le invasioni, da ultimo quella Longobarda), sia nelle tratte Sud-Nord (sul tracciato classico della Claudia-Augusta che passava per Dobiaco).

 
| Pagine: 39-43 |   Anno: C2008-005 |
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