Arte della stampa-Tipografia

Le Cartiere Vittoriesi tra il XVII e il XIX secolo
di TRANCHINI Eugenio (Ennio)

recensione di Mario Ulliana su «Il Flaminio», 6 – Rivista quadrimestrale 1993 L'autore, che ha al suo attivo varie pubblicazioni di carattere storico locale, prosegue nel programma di indagare su varie branche dell'attività produttiva vittoriese del passato. Dopo le fabbriche di armi bianche, le fonderie di campane e bronzi artistici, i Monti di pietà, i cementifici, viene presa ora in esame l'arte dei 'carteri', operanti per tre secoli da un estremo all'altro del territorio vittoriese, da San Floriano a nord a San Giacomo a sud. Premessa un'introduzione sulla manifattura cartaria in generale, vengono trattati i processi di lavorazione, con interessanti riferimenti a tipi e formati della carta e alle filigrane come marchi di produzione. La produzione cartaria a Ceneda e Serravalle fu molto fiorente tra '600 e '800, con una punta nel 1860, quando si contavano nove cartiere con 253 addetti. Poi venne il declino. Nella succinta esposizione del Tranchini sulle cause della crisi (resta la domanda se l'unione del Veneto all'Italia abbia accelerato la decadenza), sono enumerate: la concorrenza delle fabbriche lombarde più tecnologicamente avanzate, la difficoltà di approvvigionamento della materia prima (stracci) e le imposizioni fiscali. L'invasione e le devastazioni della prima guerra mondiale segnarono il tracollo definitivo. Un ultimo capitolo più dettagliato è dedicato alle singole cartiere vittoriesi: l'autore si sofferma con maggior ricchezza di particolari su quella di Negrisiola, riportando notizie inedite tratte da documenti privati della famiglia dei Mocenigo di Venezia. Nel complesso un lavoro diligente di ricerca e documentazione.

 
| Pagine: VIII-68 | | Editore: Editrice La Vittoriese, Vittorio Veneto  
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