Da Camino (storia della famiglia)

Presentazione degli Atti del Convegno [Da Camino]
di IMPERIO Loredana

Presentazione
Dopo aver organizzato, nel 1985, il1 Convegno sulla famiglia da Camino, quest'anno il Circolo Vittoriese di Ricerche Storiche, ha proposto una seconda giornata di studio e di approfondimento sul medesimo argomento. Tale iniziativa ci è parsa necessaria data la vastità e la complessità del tema trattato e la constatazione che, tranne l'ormai datato testo del Picotti e degli Atti, da tempo esauriti, del nostro I Convegno, non vi sono state altre pubblicazioni in merito. Esaminando il lavoro del Picotti, incentrato soprattutto sui Caminesi e la loro Signoria in Treviso, e gli argomenti trattati nel volume degli Atti del I Convegno, abbiamo notato la mancanza di studi su alcune zone appartenute, con certezza, al dominio di questa nobile famiglia, infatti i da Camino non erano stati solo Capitani di Treviso, bensì anche Signori di Serra valle e del Cadore. Pertanto sono giunte appropriate, a colmare alcune lacune sulla loro presenza nelle zone montane, le relazioni del dotto Tomasi sui da Camino nella valle del Cordevole e nella curia di Zumelle. I documenti e le analisi fatte dallo studioso in merito ai possessi feudali di quelle zone spiegano con chiarezza il per chi dell'insediamento e della costruzione di quei castelli in posizioni strategiche. Il presidio di direttrici di transito, soprattutto dai monti alla pianura, sarà una costante alla quale si dedicheranno tutti i signori feudali nel Medioevo ed a questa necessità si adegueranno anche i da Camino. Alcuni documenti reperiti in vari archivi, documenti tardivi e di epoche in cui, sino a poco tempo fa, si diceva non esistessero più i da Camino, sono presentati, sempre da Giovanni Tomasi, per chi volesse approfondire l'argomento e proseguire tale ricerca. Un breve studio congiunto di Damiano Cesca e Giovanni Tomasi, individua e illustra il sito del palazzo caminese a Cison, il palazzo Montalban, e propone la trascrizione della lapide del 1396 presente in loco. Il saggio di Alberto Sonego riprende l'argomento del cenobio caminese di Santa Giustina, già trattato dalla pro! Anna Maria Bizzarro nel I Convegno, ampliandolo e inserendovi altre notizie alla luce di nuovi e più specifici documenti. È interessante notare l'affievolirsi dell'importanza del monastero di pari passo con il decadere della famiglia comitale. Per quanti non fossero in possesso del testo del Picotti e degli Atti del I Convegno, sarà senz'altro utile il breve compendio di storia caminese scritto da Vincenzo Ruzza, corredato da una bibliografia sull'argomento, per chi volesse saperne di più, e da quattro tavole genealogiche compilate alla luce dei nuovi ed esaustivi documenti emersi dalle ricerche. Sino ad ora le notizie su Guecellone, figlio di Gherardo e padre di Rizzardo VI, ci venivano da cronache posteriori al suo tempo. Per la prima volta abbiamo una cronaca coeva, quella di Enrichetto di maestro Gerardo reperita, nella biblioteca di Alba Julia in Romania, e presentata da Giuseppe Speciale dell'Università di Catania. Enrichetto fu vicario di Guecellone a Serravalle e ci narra, nelle sue note, gli avvenimenti accaduti al suo signore, nelle nostre zone, nel!' arco di dieci anni, dal 1312 quando i Trevigiani, sobillati dal potente Rambaldo di Collalto, cacciarono Guecellone da Treviso, al 1322 quando i partigiani dei Caminesi dopo un certo periodo di esilio rientrarono in Serravalle ed Enrichetto era uno di essi. Cronaca, quindi, estremamente importante che porta nuovi e chiarificatori particolari alla storia caminese del dopo-signoria di Treviso e del turbolento periodo nel quale si contesero le nostre zone Enrico di Gorizia, Cangrande e il comune di Treviso. Uno studio altrettanto importante, di Dario Canzian dell' Università di Padova, illustra e chiarisce l'importanza del castello di Camino, dal quale i conti trassero il loro predicato, e ci illumina sulle complesse vicende delle divisioni patrimoniali dei Caminesi di Sopra e di Sotto. Secondo i documenti e le analisi presentate dallo storico la divisione dei due rami sarebbe stata alquanto tardiva (1300 circa) e più generata dalle elucubrazioni degli studiosi dei tempi passati che non da una reale ed accertata separazione in seno alla famiglia comitale. Come di consueto, anche in questo Convegno è stata presentata una relazione di argomento artistico affidata al nostro esperto di storia dell'Arte Giorgio Mies. Purtroppo scarse sono le testimonianze rimasteci della Signoria dei da Camino e della loro committenza artistica. I due reperti più prestigiosi, in loco, sono la tomba di Rizzardo VI in Santa Giustina e la lunetta sulla porta della stessa chiesa che ne ricorda l'erezione ad opera di Gabriele da Camino. La lapide dedicatoria è di reimpiego di un precedente manufatto longobardo che ci ricorda!' origine barbarica della famiglia. Anche il monumento sepolcrale è parzialmente costituito da parti di altri manufatti, forse di arche precedenti (da Santa Margherita chiesa del Castrum?) mentre il giacente e alcuneformelle sembrano opera di artisti veronesi. D'altra parte a chi Verde della Scala avrebbe commissionato il sepolcro del marito, se non a maestranze veronesi? Alcuni raffronti stilistici sembrano avvalorare tale ipotesi. Sebbene poco rimanga delle costruzioni caminesi, qualcosa è stato riprodotto negli affreschi di artisti del Quattrocento e Cinquecento che ci mostrano quello che dovette essere il nuovo palazzo fatto erigere da Rizzardo VI, dopo la morte di suo padre Guecellone, nel 1324. Dallo studio di Giorgio Mies e dal raffronto con i nuovi documenti ritrovati dal Tomasi,sono emersi i nomi di artisti che lavorarono in area caminese, artisti dei quali sino ad ora si conoscevano solo i dipinti. Trattare l'argomento delle guerre friulane era necessario poichi esse rappresentano le modalità esecutive per attuare il tentativo della famiglia, protrattosi per un cinquantennio, di espandersi verso Est e di creare una potente Signoria con capitale Treviso. Il progetto fallì perche nessuno dei figli o nipoti di Gherardo aveva la sua lungimiranza politica, il suo senso del potere, l'abilità di crearsi proficue e durature alleanze e, soprattutto, essi erano privi del carisma del comando. Con la battaglia dei Camolli, combattuta nel luglio del 1335 tra le forze di Rizzardo VI e del Patriarca, tramontava nel sangue il progetto di una Signoria caminese sul Nord-Est. Dopo questa data non ci sarà più gloria per il casato, solo un opportunistico barcamenarsi tra la potente Repubblica di Venezia e il Patriarcato. Una interessante relazione di Antonio Cauz indaga sul ramo ribelle dei Caminesi di Sotto che non volle accordarsi con Venezia e preferì emigrare in Germania al servizio dell'Imperatore. Allo studio in questione è allegato anche un albero genealogico La relazione di Marco Perale si collega ad un personaggio quasi sconosciuto agli storici, trattasi di Bernardino da Camino, un illegittimo di Guecellone, che fu nominato, dalfratellastro Rizzardo VI, podestà del Cado re. Questo personaggio caminese sarebbe legato da vincolo matrimoniale alla famiglia bellunese dei Piloni che inizialmente portarono lo stemma dei da Camino con la barra di bastardigia, ereditato da Bernardino che per l'appunto era un illegittimo. Altra presenza caminese ci viene prospettata, da Gabriele Farronato, nella zona del Brenta e anche in questo caso appaiono personaggi e alleanze della famiglia pressochi sconosciute.
Nel I Convegno il Circolo aveva contattato l'Archivio Vaticano ed era riuscito ad ottenere le importanti pergamene della Tavola Caminese che, trascritte da monsignor Nilo Faldon, sono state strumento validissimo di studio per storici e studenti. Per questo Convegno ci siamo rivolti all'Archivio di Stato di Modena che gentilmente ci ha fornito le pergamene caminesi da loro custodite e di questo desideriamo ringraziarli vivamente. Tali pergamene trascritte da Francesca Girardi, sono un nuovo importante apporto documentaristico allo studio della storia caminese offerto dal Circolo Vittoriese di Ricerche Storiche a tutti gli studiosi. I soci del Circolo si augurano di aver aggiunto, con questo nuovo Convegno, importanti tasselli alla storia dei da Camino e che questi Atti siano spunto per ulteriori ricerche. Desideriamo ringraziare bibliotecari, archivisti e operatori delle strutture culturali che hanno offerto aiuto fattivo ai nostri ricercatori e li hanno messi in grado di portare a termine le loro fatiche. Al Sindaco di Vittorio Veneto pro! Giancarlo Scottà e all'Amministrazione Comunale un grazie per il contributo concesso al Circolo, contributo che ha reso possibile la realizzazione di questo Convegno.

 
| Pagine: 5-8 |   Anno: C2002-001 |
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